I 13 martiri di Ca’ Giustinian

La storia li ricorda come “I tredici martiri di ca’ Giustinian”, giustiziati nell’estate del 1944 “per nessun delitto, per nessun tradimento, ma solo per aver scelto la libertà e l’onore”, come recita uno dei discorsi commemorativi dell’Amministrazione della città di San Donà, medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza. Alla loro storia è dedicato il racconto teatrale che gli studenti del Liceo Scientifico “G. Galilei”, guidati e diretti dal prof. Carlo Dariol, metteranno in scena martedì 24 aprile, alle ore 20.45, presso il Teatro Metropolitano Astra di San Donà di Piave.

Lo spettacolo conclude per l’anno in corso l’attività del Laboratorio teatrale del Liceo, giunto al sedicesimo anno di vita.

Personaggi Interpreti
NARRATORE 1 Ludovica Rorato
NARRATORE 2 Elena Miotto
NARRATORE 3 Giulia Gubana
NARRATORE 4 Ilaria Serafini
NARRATORE 5 Vanessa Moro
GUSTAVO LEVORIN Sofia Brisotto
GIOVANNI FELISATI Benedetta Baffi
FRANCESCO BIANCOTTO Giorgia Busato
STEFANO BERTAZZOLO Daniele Pontillo
ANGELO GRESSANI Giovanni Gava
ATTILIO BASSO Jacopo Bisiol
NIVES, fidanzata di Attilio Basso Sasha Angelino
GIOVANNI TAMAI Andrea Cipriani
ENZO GUSSO Jacopo Bisiol
GIULIANO GUSSO, fratello di Enzo Stefano Callovi
GIOVANNI TRONCO (è solo citato)
VENCESLAO NARDEAN Alvise Elia Rossi
BEPPINA, sorella di Venceslao Nardean Giada Barutti
MADRE di Venceslao Nardean Matilde Salvadoretti
ERNESTO D’ANDREA Stefano Callovi
AMEDEO PERUCH Alice Pasqual
MARCELLA MONTAGNER PERUCH Glory Ibeh
VIOLANTE MOMESSO (è solo citato)
GUARDIA 1 Ludovica Rorato
GUARDIA 2 Alberto Giulio Fasolato
IL QUESTORE (voce registrata)
GIUSEPPE GADDI Ilaria Serafin
COMPAGNO CHE ESCE DI PRIGIONE Giada Barutti
GIORGIO BOLOGNESI Matilde Salvadoretti
ATTENTATORE di Ca’ Giustinian Glory Ibeh
ERNANI CAFIERO Ludovica Serafin
WALTER ZANI Alberto Giulio Fasolato
ANTONIO MADDALONE Alice Pasqual
NUORA DI ANGELO GRESSANI Vanessa Moro
DON LUIGI SARETTA (voce registrata)

Venezia, estate 1944: la città, risparmiata dai bombardamenti alleati, è rifugio e base operativa di nazifascisti e repubblichini di Salò. La resistenza antifascista è sempre più attiva, anche nel Veneziano. Attentati partigiani e sanguinose rappresaglie si susseguono.

26 luglio 1944, ore 9.05: un commando partigiano fa saltare con 80 kg di dinamite un’intera ala di Ca’ Giustinian. Il palazzo veneziano ospita la sede provinciale della Guardia Nazionale repubblicana e l’Ufficio politico investigativo, l’organo della polizia segreta del Partito fascista incaricato di rastrellamenti e torture ai prigionieri politici. Le vittime sono militi e ausiliari fascisti. Si contano tredici corpi.

E in tredici avrebbero dovuto morire.

28 luglio 1944, ore 5.00: tredici prigionieri politici, già rinchiusi nel carcere veneziano di S. Maria Maggiore, sono scelti per rappresaglia, anche se non coinvolti nell’attentato. Senza processo, sono condotti sulle macerie di Ca’ Giustinian, lì giustiziati e lasciati sul posto dell’esecuzione fino al giorno successivo. I corpi sono poi portati direttamente al cimitero. Nessun rito funebre.

La storia li avrebbe ricordati come “I tredici martiri”, fucilati per nessun delitto, per nessun tradimento, ma solo per aver scelto la libertà e l’onore”, come recita uno dei discorsi commemorativi dell’Amministrazione della città di San Donà, medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza. Tutti i loro nomi ci sono familiari grazie alla toponomastica della memoria, sandonatese e veneziana:  Attilio Basso, 22 anni, fattorino di banca; Stefano Bertazzolo, 25 anni, impiegato; Francesco Biancotto, 18 anni, falegname; Ernesto D’Andrea, 31 anni, operaio a Marghera; Giovanni Felisati, 35 anni, operaio a Marghera; Angelo Gressani, 48 anni, orefice; Enzo Gusso, 31 anni, impiegato; Gustavo Levorin, 39 anni, tipografo; Violante Momesso, 21 anni, contadino; Venceslao Nardean, 20 anni, falegname; Amedeo Peruch, 38 anni, contadino; Giovanni Tamai, 20 anni, meccanico; Giovanni Tronco, 39 anni, fabbro. Quasi tutti nativi di San Donà di Piave e zone limitrofe, ad eccezione del mestrino Felisati, impiegati, già padri di famiglia o ragazzi poco più che adolescenti. Come antifascisti, facevano parte dei Gap (Gruppi di azione patriottica), svolgendo azioni di propaganda e di resistenza per la libertà e l’onore, come sentiremo dalla loro stessa voce, dalle loro lettere dal carcere di commovente intensità.

Questa è la loro storia, raccontata dagli studenti del “Galilei” di San Donà di Piave, che hanno immaginato i loro volti, hanno dato loro voce, li hanno rivestiti di sentimenti in un racconto teatrale che cuce insieme frammenti di storia e di vita. È così che la memoria resiste. s. f.

Testo e regia di 

Responsabile del Progetto-teatro è la professoressa Stefania Fiocchi, che ha curato anche la scelta delle musiche. Cristina Bincoletto, docente ITP, ha realizzato la locandina dello spettacolo.

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