2004-2005 “Don Giovanni o l’amore per la geometria”

 

dongiovanni2005

Non hai mai provato questo semplice stupore di fronte a un vero sapere? Per esempio: che cosa è un cerchio? un puro luogo geometrico. Io ho bisogno di questa purezza, di questa sobrietà, ho bisogno di precisione, ho orrore della palude dei nostri stati d’animo. (…) Così e non altrimenti! dice la geometria. Così e non in un modo qualunque! Qui non puoi far trucchi, qui non valgono gli stati d’animo, esiste una sola figura che coincide col suo nome. (…) non ho mai vissuto niente di più alto di questo gio­co, di questo gioco a cui obbediscono il sole e la luna.

Don Giovanni, atto III

Don Giovanni o l’amore per la geometria (Don Juan oder die Liebe zur Geometrie), commedia in cinque atti, fu rappresentata per la prima volta nel 1953.

Prima parte (I, II, III atto)

La commedia è ambientata a Siviglia, in un’epoca che, teatralmente, sovrappone e confonde età della Reconquista, siglo de oro e Settecento. Il giovane don Giovanni Tenorio, innamorato della geometria ma costretto, suo malgrado, a sedurre ogni donna che incontra, è il promesso sposo di Donna Anna, figlia del Commendatore di Siviglia, Don Gonzalo. Tutti attendono l’arrivo del giovane per il matrimonio, che secondo un’antica usanza si celebra nella “notte del riconoscimento”, notte di festa e di danza in cui tutti, ad eccezione dei due sposi, mai incontratisi prima, indossano una maschera. Complice il travestimento, Miranda, una prostituta innamorata di don Giovanni, nonostante i saggi consigli di Celestina, tenutaria della più rinomata casa di piacere di Siviglia, tenta di sostituirsi con l’inganno a donna Anna. Arrivato Don Giovanni, può iniziare la solenne cerimonia nuziale, ma quella che seguirà sarà una notte di oscuri presagi, travestimenti, scambi di persona, duelli, fughe, inseguimenti, amore, morte…

Seconda parte (IV, V atto)

Don Giovanni è ora un uomo di trentatré anni, un po’ invecchiato e pieno di debiti, stanco di essere senza tregua costretto a sedurre donne che non ama, a ucciderne i mariti, vittima della sua fama e perseguitato dalla Chiesa spagnola che lo accusa di ogni sacrilegio. E’ così che, nonostante la proposta di matrimonio di Miranda, nel frattempo divenuta Duchessa della Ronda e rimasta vedova, Don Giovanni decide di inscenare la leggenda della sua morte: tutti dovranno credere che la statua del Commendatore, una delle sue illustri vittime, lo abbia trascinato all’inferno per punirlo della sua empietà. Don Giovanni, finalmente libero, non più obbligato ad amare le donne, progetta di ritirarsi in convento, per potersi finalmente dedicare alla sua “virile geometria”. Con l’aiuto del suo servo Leporello e della complice Celestina, organizza una cena, cui sono invitati il Vescovo di Cordova e molte vedove, vittime del fascino di Don Giovanni e desiderose di vendetta. E così…
L’ultimo atto si svolge al Castello della Ronda. Il Don Giovanni della letteratura è divenuto ormai un personaggio da commedia, emblema dell’empietà punita. Il Don Giovanni “reale”, invece, si trova imprigionato in quello che, forse, è l’unico, “vero inferno”… s.f.

Note sull’Autore
Max Frisch (Zurigo, 1911 – 1991) è considerato una delle massime voci della scrittura svizzera del Novecento. Laureato in architettura, dopo il 1945 compie lunghi viaggi che lo portano in Messico e Stati Uniti e parallelamente inizia la sua attività letteraria e teatrale. A Zurigo pubblica i suoi romanzi più importanti, Stiller (1954) e Homo Faber (1957), e allo stesso tempo porta avanti la sua opera teatrale, che risente in parte dell’influenza di Bertolt Brecht, con la messa in scena di Don Giovanni ovvero l’amore per la geometria (1953) e Biedermann e gli incendiari (1953). Tra gli anni ’50 e ’60 diventa indiscutibilmente uno dei più importanti scrittori di lingua tedesca. Nei suoi romanzi, così come nella sua attività drammaturgica, Frisch cerca di cogliere la crisi d’identità dell’uomo contemporaneo sopraffatto dalla moderna società tecnologica e industriale, e in questo senso il romanzo Homo Faber è l’esempio più illustre e significativo.

Personaggi Interpreti
Padre Diego – Vescovo di Cordova Dario Baldo
Donna Anna 2 Gioia Bergamo
Don Roderigo, amico di Don Giovanni Giovanni Boschin
Don Giovanni (prima parte) Matteo Busolin Lucatello
Signora della Ronda Francesca Cattelan
Miranda Margherita Dell’Aica
Donna Belisa Francesca De Pieri
Celestina Virginia Ferrari
Un cugino – Musico Filippo Forcolin
Donna Anna 1 Sharon Fullin
Donna Viola Daniela Iseppi
Don Balthasar Lopez, marito di d. Belisa Carlo Korcz
Donna Elvira, madre di donna Anna Federica Pattaro
Cugino – Musico –Maggiordomo – il pavone Gianluca Rorato
Leporello, servo di Don Giovanni Flavio Saramin
Donna Fernanda Silvia Serafini
Don Giovanni (seconda parte) Marco Spadotto
Don Gonzalo, commendatore di Siviglia Nicolò Stevanato
Donna Ines Alexandra Teodorescu
Donna Isabel Stefania Trevisan
Don Tenorio, padre di Don Giovanni Sergio Tronco

Regia di

Un ringraziamento alle professoresse Stefania Fiocchi e Marica Valeri, curatrici del Progetto Teatro.

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